Bassa Finanza

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Come difendere i propri risparmi e scoprire di chi fidarsi

‘’Il risparmio è un’ottima cosa, specialmente se ci hanno pensato i tuoi genitori.’’
Winston Churchill

Spiegazioni semplici e informazioni concrete per gestire i sudati risparmi, sfuggire alle brutte sorprese e scovare di chi fidarsi e da chi farsi aiutare. Con un linguaggio leggero e ironico, il libro racconta le dinamiche degli investimenti, gli errori causati dalle emozioni, i trucchi più usati da operatori e banche con pochi scrupoli. Invitandoci a non dimenticare quali sono gli investimenti più importanti nella vita…
A 25 anni dallo storico best seller Banca Bassotti – il primo manuale di autodifesa per il risparmiatore – tornano i divertenti personaggi, clienti e consulenti, alle prese con nuove aggiornate ai tempi nostri…

Quando lavoravo alla Banca Bassotti, tanti anni fa, il problema più grosso che avevano i risparmiatori era quello di ricordarsi di sottoscrivere i nuovi Bot, quelli che venivano emessi ogni mese e che con gli interessi ci si faceva la pensione integrativa.
Le vecchine dai capelli azzurrini cotonati che si mettevano in fila alla cassa fin dal primo mattino li chiamavano i “Bòtti” ritenendo che, comprandoli a migliaia (anzi, all’epoca a milioni), si doveva per forza usare il plurale… Per non parlare degli altri titoli di Stato, gli amatissimi Btp e Cct con i cedoloni a doppia cifra. Le Azzurrine passavano un po’ di tempo in fila a chiacchierare, firmavano – “Qui, qui e qui!… dove sono le crocette” – e poi se ne tornavano a casa a sferruzzare, in attesa delle cedole. Tutto qui.

Ma negli ultimi anni ci sono state parecchie rivoluzioni epocali. 

Ad esempio, c’era un tempo in cui il posto in banca era il sogno di tutte le madri per vedere il figlio sistemato a vita. Lavorare in banca garantiva praticamente uno status inossidabile: 38 mensilità di stipendio (o giù di lì), un mese di ferie + uno di malattia retribuita; uno o due week end lunghi al mese (con gli scioperi del venerdì), pausa oraria per il caffè, mutuo agevolato, linea telefonica gratuita per chiamare le amiche o parlare di calcio (Facebook e i siti porno sono arrivati dopo), etc.

Le banche erano praticamente dei punti di riferimento per la comunità; delle cattedrali con le colonne di marmo che incutevano anche un po’ di timore. Non a caso l’epidemia più diffusa fra i risparmiatori era la “Sindrome del cliente penitente”, che di fronte alle colonne e al direttore così elegante e autorevole – a volte con l’aria così austera – il cliente cadeva in soggezione, dimenticando che i soldi erano suoi e firmava qualunque cosa  (“Non si preoccupi, firmi qui, qui e qui!, accanto alle crocette…”), non osando confessare di non aver capito una mazza dell’investimento proposto, per paura di fare brutta figura.

Così, quando dopo due anni come impiegato precario, la Banca Bassotti mi propose l’assunzione a tempo eterno, mia madre comunicò a chiunque le passasse a tiro che suo figlio era sistemato e presto sarebbe diventato Direttore di Filiale con poltrona imbottita.

A me invece venne l’orticaria. E dopo alcuni giorni di profonde meditazioni gastro-intestinali, rifiutai. Sono fatto così. Credo di essere stato l’unico negli ultimi 5.000 anni, perché il direttore del personale, gli occhi sgranati, non ne voleva sapere di credermi.

Mia madre tenne il lutto per mesi (non usciva senza il velo nero), mentre mio padre – il viso tra le mani – cercava di capire cosa fosse quel “promotore finanziario” che dicevo di voler fare al posto del “banchiere” (mia mamma non diceva “bancario”).

Era l’epoca in cui le banche aprivano una filiale ogni due giorni, per cui alla fine c’erano in media 500 sportelli per chilometro quadrato che brulicavano di impiegati indaffaratissimi. Alcuni addirittura lavoravano. Ovviamente per mantenere tutto ciò le banche dovevano caricare con commissioni agghiaccianti i clienti, che tanto non se ne accorgevano. 

Poi però ci sono state, in rapida successione: una rivoluzione e un cataclisma…

Da leggere per cercare di capire qualcosa sulla finanza

Un libro piacevole ed estremamente semplice per cercare di capire le basi non della finanza ma di come perlomeno cercare di non prendere le super fregature, il tutto con un tono umoristico che spesso strappa una risata. Consigliato!

Simona

Istruttivo

Lettura piacevolissima e di facile comprensione anche a chi è assolutamente a digiuno di tutto

Adriana

Ogni risparmiatore dovrebbe leggerlo

Seguo Giuseppe Cloza dai tempi del suo best seller "Banca Bassotti" e anche qui l'autore conferma la sua capacità di spiegare in modo semplice e divertente (cosa che non guasta) i segreti del mondo finanziario. Condivido in pieno la sua visione, molto realistica, per cui consiglio a tutti i risparmiatori, piccoli e grandi, la lettura di questo libro, prima di effettuare qualsiasi investimento (non dopo!)

Antonello Cattani

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I personaggi

Azzurrina
Azzurrina
Bottavio
Bottavio
PadreGraziano
Padre Graziano
ZioNino
Zio Nino di Trapani
MiaMadre
Mia Madre
Pina&Selvaggia copia
La signora Pina
Pina&Selvaggia copia
Selvaggia (sua figlia)
Armando
Armando
LaBellaFigheira
La bella figheira
Ilario
Ilario, il Funzionario
BigJim
l'Abbronzato BIG JIM
FratelliBoscoli-Livio-Ugo
I F.lli Boscoli - LIVIO
FratelliBoscoli-Livio-Ugo
I F.lli Boscoli - UGO
ToshiroSonamazza
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La Contessa Ildegarda Bocciolini Cicciolini nei Bollicini
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Giuseppe Cloza ha mille pensieri che gli frullano in testa e cerca in tutti i modi di non venirne travolto.
Nel poco tempo libero che i pensieri gli lasciano, scrive libri come questi che trovate qui, per cercare di dare una mano a chi è afflitto dallo stesso problema. Per semplificare e alleggerire.

Nel frattempo, si dedica anche alla sua professione di consulente finanziario per gestire risparmi e investimenti. Altro tema che genera un sacco di pensieri. Motivo per cui scrive anche Bassa Finanza, l’altro suo sito, sempre dedicato a migliorare la qualità della vita…

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